Archivio | September, 2009

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Alcune Semplici Tecniche di Persuasione


La persuasione e’ una delle capacita’ piu’ importanti che una persona possa apprendere in quanto puo’ risultare utile in molte situazioni. A lavoro, a casa, nella vita sociale; l’abilita’ di persuadere ed influenzare gli altri puo’ essere un utile strumento per raggiungere i propri obiettivi.

Imparare alcune tecniche di persuasione puo’ anche darvi la possibilità di comprendere se certi metodi sono utilizzati contro di voi. Per esempio uno dei risultati più immediati è quello di capire come abili venditori ed esperti pubblicitari  tentino di vendervi prodotti di cui in realta’ non avete bisogno.

Ecco alcune tecniche utilizzate per cercare di condizionare le decisioni di una persona:

Framing (Confezionare): Se qualcuno vi dicesse “Non pensare ad un elefante” vi risulterebbe difficile obbedire; il termine “elefante” basta a fare comparire nella vostra mente tale immagine, indipendentemente dal contesto. Questo è un esempio banale ma efficace di framing. Tale tecnica è utilizzata sovente da abili politici. Per esempio, durante un dibattito politico sull’aborto, è probabile che denomineranno la loro posizione come “pro-vita” e “pro-scelta” in quanto la parola “pro” ha una connotazione migliore di “anti”. La tecnica del “framing” utilizza in maniera sottile parole cariche di significato per manipolare il punto di vista delle persone.

Per “confezionare” un’argomentazione persuasiva, selezionate parole che evochino immagini (positive, negative o neutrali a seconda dei risultati da ottenere) nella mente delle persone che vi stanno ascoltando. Un ulteriore esempio potrebbe essere il seguente: pensate alla differenza tra la frase “avere un telefono cellulare mi terra’ lontano dai guai” e “avere un telefono cellulare aumenta la mia sicurezza”. Valutate quale parola è piu’ efficace nel comunicare il vostro messaggio: se “guai” o “sicurezza”.

Mirroring (Rispecchiare): “Mirroring” è la pratica di imitare i movimenti ed il linguaggio del corpo della persona che state cercando di persuadere. Agendo come la persona che vi ascolta potrete creare un senso di empatia. Potete imitare gesti delle mani, movimenti di avvicinamento o di distacco, movimenti delle braccia e della testa. Sono tutti movimenti che vengono fatti inconsciamente, e prestando attenzione potrete notare come anche voi stessi li eseguite senza accorgervene. Per eseguire in maniera efficace tale tecnica è necessario ritardare di qualche secondo (dai 2 ai 4) l’imitazione del movimento (da eseguire in maniera speculare). Il “Mirroring” è anche conosciuto come “effetto camaleonte”.

Quantita’ limitata. Questa tecnica è utilizzata di frequente dai pubblicitari per rendere l’opportunita’ di acquisto piu’ appetibile in virtu’ del fatto che la disponibilita’ del prodotto terminera’ presto. La supposizione è che se un prodotto è scarso, è probabile che sia molto richiesto (acquistane uno subito perche’ sta per esaurirsi). Sappiate che questo è un metodo di persuasione al quale veniamo sottoposti di frequente e tenetene conto quando decidete di acquistare qualcosa.

Scambio. Quando qualcuno fa qualcosa per noi, di solito ci sentiamo in obbligo di restituire il favore. In generale si può affermare che il non poter ricambiare ad un favore o ad un regalo ricevuto, anche se non è stato richiesto, puo’ da vita ad una sensazione di disagio che alleviamo sdebitandoci.

I regali, piu’ di ogni altra cosa, generano in noi un bisogno  di voler restituire il favore. Vengono per esempio utilizzati nei supermercati (sottoforma di campioni gratuiti ed assaggi) per aumentare le vendite.

Tempismo. Le persone sono piu’ consenzienti e soggiogabili quando sono mentalmente affaticate. Prima di chiedere ad una persona qualcosa per la quale una riposta positiva non è certa, prendete in considerazione l’opportunita’ di attendere finche’ non si trovino in una situazione di stanchezza psicofisica. Per esempio rimandate la richiesta alla fine della giornata lavorativa, quando incontrate il collega all’uscita. Qualsiasi cosa gli chiediate è probabile che risponda “va bene, me ne occuperò domani”.

Coerenza. Una tecnica spesso utilizzata dai venditori è quella di stringervi ed agitarvi la mano con foga prima ancora che l’affare sia concluso. Nella testa di molte persone una stretta di mano di quel tipo equivale alla conclusione positiva di un accordo. Con questa tecnica il venditore aumenta le possibilità di concludere la vendita.

Un modo di mettere in pratica questa tecnica nella vita di tutti i giorni e’ quella di agire prima di comunicare l’intenzione. Per esempio, se siete fuori casa e desiderate andare a vedere un film ma è probabile che l’altra persona non sia d’accordo, potreste incamminarvi nella direzione del cinema mentre iniziate a discutere sul da farsi. Le probabilita’ che la proposta venga accettata aumenteranno se state gia’ percorrendo la strada verso la meta che state per proporre.

Loquacita’. Quando parliamo, spesso facciamo delle piccole pause ed esitiamo con varie interiezioni. Questi elementi “accessori” del discorso hanno lo spiacevole effetto di farci apparire meno sicuri di noi stessi riducendo la nostra capacita’ di persuasione. Parlando in maniera piu’ fluida chi vi ascolta sara’ persuaso con piu’ facilita’ da cio’ che state dicendo.

Comportamento del gregge. Ci guardiamo continuamente attorno per determinare il da farsi; abbiamo un bisogno (consapevole o meno) di essere accettati. Imitiamo e siamo persuasi molto piu’ facilmente da qualcuno che apprezziamo o che stimiamo. Un modo efficace di utilizzare questo comportamento a nostro vantaggio è quello di cercare di essere considerati come un leader anche quando non ne abbiamo le caratteristiche. Siate affascinanti e sicuri di voi stessi e le persone daranno grande peso nelle vostre opinioni.

Se state avendo a che fare con qualcuno che difficilmente vi vede come una persona autorevole (come un vostro superiore in ambito lavorativo) potete ugualmente sfruttare il “comportamento del gregge”. Potreste per esempio cercare l’occasione per citare un leader o un personaggio importante che questa persona ammira. Cosi’ facendo susciterete pensieri positivi che verranno associati alla vostra presenza.

Offrite una bevanda. Offrite alla persona che state persuadendo una bevanda calda (te, caffe’, cioccolata) mentre le state parlando. La sensazione di calore che si trasmettera’ alle loro mani ed al loro corpo puo’ inconsciamente farvi apparire come una persona calda, piacevole ed accogliente.

Offrire una bevanda fredda può generare l’effetto opposto. In generale le persone tendono a provare sensazioni di freddo e vanno alla ricerca di cibo e bevande calde quando si trovano in una situazione di disagio.

Contatto. Sia che stiate concludendo un accordo o che stiate proponendo un appuntamento romantico, il contatto (in maniera delicata ed appropriata) puo’ aumentare le possibilita’ di successo. In ambito professionale e lavorativo è consigliabile evitare il contatto fisico prediligendo piuttosto un “tocco” verbale (rassicurando la controparte per esempio) per evitare spiacevoli malintesi. In una situazione romantica, ogni forma di contatto proveniente da una donna puo’ in genere essere interpretata positivamente; gli uomini devono invece cercare di prestare attenzione a come agiscono per non suscitare sensazioni di disagio nella donna che vogliono conquistare.

APPROFONDIMENTI e RISORSE ESTERNE

http://it.wikipedia.org/wiki/Framing_(scienze_sociali)
http://instruct1.cit.cornell.edu/courses/phi663/Bargh – Chameleon%20Affect.pdf
http://www.rotman.utoronto.ca/geoffrey.leonardelli/inpressPS.pdf (PDF)

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Quanti Neuroni ci Sono nel Cervello ?


Uno degli aspetti piu’ sorprendenti del sistema nervoso è la complessita’ del cervello umano. Il cervello controlla la memoria, la vista, l’apprendimento, il pensiero, la coscienza e molte altre attivita’. Tramite impulsi elettrochimici controlla comportamenti volontari e consapevoli. Monitora inoltre tramite sofisticati sistemi di feedback molti comportamenti involontari e regola le funzioni di ghiandole ed organi interni.

Gia’ durante lo sviluppo del feto vengono generate le fondamenta della mente, tramite la creazione di connessioni tra i neuroni secondo modelli predeterminati. Nessun aspetto della formazione di questa complicata struttura viene lasciata al caso in quanto il progetto base per la creazione delle connessioni neuronali è codificato nel DNA.

Studi negli embrioni di animali hanno infatti evidenziato come durante la gestazione le cellule nervose siano programmate per migrare in specifiche zone del cervello. Una volta raggiunta la posizione prefissata emettono un prolungamento denominato assone al fine di connettersi con altri neuroni non in maniera casuale ma con l’obiettivo di generare precisi percorsi predeterminati.

I circa 100 miliardi di neuroni del cervello (secondo stime recenti) si connettono tra di loro secondo reti molto complesse. Tutte le funzioni fisiche e mentali dipendono dalla corretta formazione e dal mantenimento di queste reti. Le abitudini e le capacita’ di un individuo non innate ovvero apprese – quali mangiarsi le unghie o suonare uno strumento musicale per esempio – vengono incorporate nel cervello tramite la creazione di nuove reti tra i neuroni.  Quando una persona smette di praticare con frequenza un’attivita’ le reti neuronali coinvolte cadono in disuso e possono anche dissolversi, dando ai neuroni coinvolti la possibilità di stabilire nuove connessioni.

E’ altresi’ importante notare come la differenza nel peso e nella dimensione tra il cervello di diverse persone non sia affatto correlata a diverse capacita’ mentali; negli esseri umani infatti il cervello ha un peso che puo’ variare tra un individuo ed un altro anche di mezzo chilo (il peso del cervello umano e’ compreso tra un chilo ed un chilo e mezzo).  Piuttosto, cio’ che puo’  incrementare le prestazioni del cervello è l’allenamento.

Al pari di un allenamento in palestra per aumentare la massa muscolare faticando agli attrezzi, anche la “materia grigia” per continuare a funzionare in maniera efficiente ha bisogno di lavorare costantemente. La “ginnastica mentale” e’ infatti un’attività indispensabile che crea nuove connessioni tra i neuroni ed amplia le capacita’ intellettive.

Tratteremo al piu’ presto questo argomento, ovvero come stimolare l’intelligenza e la memoria, pubblicando alcuni interessanti articoli attualmente in preparazione.

APPROFONDIMENTI e RISORSE ESTERNE

  • The Science Times Book of the brain. New York: The Lyons Press, 1987: 150.
  • The Scientific American Book of the Brain. New York: Scientific American, 1999: 3.
  • Magill’s Medical Guide Revised Edition. Salem Press, 1998: 221.

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Per Quanto a Lungo Puo’ Restare Sveglio un Essere Umano ?


<br>Rayan

Randy Gardner

Il tempo massimo registrato è 264 ore ovvero 11 giorni di fila. Nel 1965 Randy Gardner, uno studente diciasettenne stabili’ questo record mondiale in una ricerca scolastica. Molti altri soggetti che si sono prestati ad esperimenti simili (in condizioni di maggiore controllo ed assistenza) sono arrivati a risultati non molto distanti: 10 giorni.
Nessuna di queste persone ha successivamente avuto seri problemi di salute e tutti sono ritornati ad una condizione di  relativa normalita’ dopo una o due notti di sonno regolare.

Durante le dure prove tutti hanno sperimentato una progressiva e significativa riduzione della capacita’ di concentrazione fino ad arrivare ad una perdita della lucidita’ . Randy Gardner, seppur sveglio, nelle fasi finali dell’esperimento si trovava sostanzialmente in un stato confusionale.

Un’analisi più accurata ha portato alla luce un aspetto particolare della fase di veglia in queste condizioni insolite. Una deprivazione del sonno prolungata ha indotto più volte i soggetti a sperimentare situazioni di sonno leggero (della durata di alcuni secondi, denominate appunto “microsonno”) accompagnate dal blocco delle funzioni motorie.

In certi rari disordini mentali la questione di quanto a lungo una persona possa stare sveglia porta a risposte sorprendenti e induce ad ulteriori riflessioni. La sindrome di Morvan, per esempio, è caratterizzata da contrazione delle fibre muscolari, dolori, intensa sudorazione, perdita di peso, allucinazioni e prolungati periodi di veglia. Michel Jouvet ed i suoi colleghi francesi di Lione, hanno studiato il caso di un ventisettenne con tali sintomi ed hanno scoperto essere in grado di restare sveglio per svariati mesi ininterrottamente. Durante tale periodo l’uomo non si è mai sentito assonnato e non ha mostrato mutamenti nell’umore o nelle capacità mnemoniche. Tuttavia quasi ogni notte e pressappoco allo stesso orario, tra le 21 e le 23, ha sperimentato dai 20 ai 60 minuti di allucinazioni visive, olfattive, uditive e somestetiche (tattili), accompagnate da dolore e formicolii a mani e piedi.

APPROFONDIMENTI e RISORSE ESTERNE

Ross J. (1965) “Neurological Findings After Prolonged Sleep Deprivation.” Archives of Neurology n. 12; pagine 399-403.

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Mangiare Pesce Crudo è Rischioso Per La Salute ?


Nel mese di Agosto un uomo di Chicago ha fatto causa ad un ristorante che gli ha servito del Salmone contaminato dal parassita Taenia solium (verme solitario), denunciando come il ristorante non avesse supervisionato il personale al fine di trattare correttamente il pesce e permettendo ai clienti di consumare cibo non sicuro.

Anche in Italia il consumo di pesce crudo è in aumento, utilizzato per esempio nella preparazione di Sushi e Sashimi; tuttavia i rischi per la salute sono rilevanti solamente se i ristoratori non rispettano le norme sanitarie: la legge prevede che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel congelatore per 24 ore a -18 gradi. Questo processo è fondamentale per l’uccisione di tutti i parassiti.

Chi ha l’abitudine di preparare il pesce crudo a casa propria deve quindi considerare che rischia di esporsi a diversi potenziali rischi per la salute; primo tra tutti l’Anisakidosi.

L’anisakis è un verme di circa 3 cm, che può infestare praticamente tutti i pesci ma che è presente nell’85% delle aringhe, nell’80% delle triglie e nel 70% dei merluzzi. Il vermetto provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell’intestino e dello stomaco. Ovviamente in luogo del congelamento l’altra soluzione è la cottura. Il succo di limone o l’aceto non bastano ad uccidere i parassiti, occorre appunto la refrigerazione prolungata o il calore.

I sintomi si manifestano entro 7 giorni dall’ingerimento di cibi marini con la comparsa di dolori addominali, diarrea e febbre. Le larve possono anche penetrare nella parete gastrica o intestinale con formazione di lesioni ascessuali o più frequentemente granulomatose (forme croniche di anisakidosi), con emorragia, necrosi che possono condurre all’occlusione intestinale, sino alla perforazione dell’organo con peritonite.

La diagnosi di certezza di anisakidosi scatta con l’individuazione del parassita. Ma non è sempre facile. Molti casi si prestano a essere scambiati per altre patologie gastrointestinali: rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, neoplasia intestinale o anche appendicite acuta. Quando l’anisakidosi si presenta nella forma complicata, tale da causare una occlusione intestinale, è necessario l’intervento chirurgico.

“Non c’è da fare terrorismo”, avverte il professor Gidaro, direttore della prima clinica chirurgica dell’ospedale di Pescara. “Diciamo però che è come il fumo, è un problema di informazione: soltanto da un po’ si sta prendendo coscienza che le sigarette fanno male, così bisogna sapere che mangiare pesce crudo può spesso provocare guai seri”. “Ovvio che non tutti coloro che mangiano pesce crudo incorrono nei problemi capitati a tanti nostri pazienti (32 i casi rilevati tra Chieti e Pescara negli ultimi tre anni). Con questo voglio dire che non tutti sono costretti a operarsi d’urgenza però sono molto frequenti altre conseguenze, che spesso rimangono silenti. E’ il caso delle allergie al pesce o gli shock anafilattici che queste allergie sono in grado di provocare”.

E’ per questo che a Pescara si è costituita la Sisan, una società che si occuperà del problema dell’anisakis cercando di rilevarne l’incidenza con uno studio epidemiologico, e tentando di avviare una rigorosa campagna di prevenzione. “Qui bisogna subito sgomberare il campo da un equivoco”, prosegue Gidaro, “l’anisakis nel pesce c’è sempre stata, dunque non è un problema di inquinamento del mare. La differenza è che, diversamente dal passato, siamo più consapevoli dei danni che possiamo causare alla nostra salute quando mangiano pesce crudo senza prendere precauzioni”.

APPROFONDIMENTI e RISORSE ESTERNE

http://ilcentro.repubblica.it/dettaglio/Il-verme-del-pesce-crudo/1337203?edizione=EdRegionale

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Terminare Una Relazione Sentimentale


Per quanto dolorosa possa essere la fine di una relazione, l’esperienza può essere fonte di profondi insegnamenti ed un momento di crescita personale.

E’ abitudine considerare la fine di una storia sentimentale al pari di un insuccesso, al punto da formulare frasi quali “In questa relazione ho fallito”. Ragionando in questa maniera costruiamo un’idea distorta e negativa delle relazioni di coppia. La fine di un rapporto non è da considerare una rovinosa disfatta, ma piuttosto la chiusura di una parentesi nella storia della nostra esistenza. Dovremmo intendere ogni relazione come un’occasione per vivere dei momenti di gioia e per maturare imparando dalle sfide emotive.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI PROBLEMI DI COPPIA

E’ importante capire chiaramente i nostri bisogni ed individuare le caratteristiche del partner. Essere onesti con se stessi è indispensabile al fine di non scendere a compromessi rinunciando alle qualità che si ritengono indispensabili ma che non sono presenti in lui/lei. Ciò che di solito avviene quando scopriamo l’assenza di una caratteristica da noi considerata molto importante è pensare che il partner possa cambiare. La verità è invece che è molto difficile cambiare un’altra persona e che ciò che ci appare come una piccola mancanza col tempo potrebbe diventare un grosso problema.

Può succedere che in presenza del partner i propri desideri cambino o vengano messi in secondo piano. Ci si fa trascinare dal carattere forte dell’altro al punto da esserne influenzati. In una relazione, se uno dei due impone i propri desideri, può manipolare il compagno al punto da fargli pensare “Ha ragione, questa è la cosa giusta anche per me”.

A volte ciò che ci impedisce di terminare una relazione è la paura. Il timore di restare soli per esempio oppure la preoccupazione di ferire il partner o addirittura la paura di affrontare la spiacevole situazione della rottura. Tuttavia un senso di colpa sopraggiunge quando ci rendiamo conto di non essere onesti con noi stessi e nei confronti del partner.

COME TERMINARE UNA RELAZIONE SENTIMENTALE

Nel momento in cui avete deciso con certezza che la rottura è la soluzione migliore, mettere in atto questa intenzione può essere una dura prova da superare. Ecco alcuni passi che potreste considerare al fine di ridurre la sofferenza nell’altra persona:

Chiarezza – siate certi di aver capito il motivo che vi spinge alla rottura. A volte le ragioni più evidenti non sono le vere ragioni. Cercate nel profondo per scovare la verità. Per aiutarvi può essere necessario isolarsi per un pò di tempo.

Onestà – impegnatevi ad essere onesti con voi stessi e nei confronti dell’altra persona. La verità vi renderà liberi.

Trovate il momento – trovate quanto prima il tempo di parlare con il partner. Non sempre è possibile farlo di persona, anche se è preferibile. Tuttavia se manca la possibilità di vedersi, piuttosto di rimandare ulteriormente, parlatene al telefono.

Compassione – non è necessario essere rudi per comunicare le vostre intenzioni. Prima dell’incontro cercate di entrare in uno stato di compassione al fine di trasmettere serenità e comprensione. Per farlo potete aiutarvi seguendo questi tre suggerimenti:

  • Respirate profondamente  -  stando in posizione eretta appoggiate entrambe le mani sul cuore. Respirate profondamente e lentamente, dopo aver inspirato trattenete il respiro contando fino a cinque, dopodiché espirate lentamente. Ripetete quindici volte.
  • Gratitudine  -  sedetevi in maniera confortevole, chiudete gli occhi e visualizzate tutto quello che vi conduce in uno stato di gratitudine. Uno ad uno, persone, luoghi, eventi e cose appaiono nella vostra immaginazione. Se avete difficoltà con gli esercizi di visualizzazione è sufficiente scrivere ciò che vi viene in mente.
  • Concentratevi sull’amore  -  chiudete gli occhi. In alternativa potete ascoltare in sottofondo della musica che gradite molto. Con l’immaginazione tornate al tempo in cui vi sentivate tanto amati e provavate amore per altre persone. Visualizzate i momenti in cui vi siete sentiti veramente felici e liberi; immaginatevi ragazzini mentre vi godete la gioia e la libertà. Eseguite l’esercizio per almeno 5 – 10 minuti.

L’incontro – durante l’incontro concentratevi sul comunicare le ragioni della rottura con chiarezza e con rispetto. Per essere ancora più convincenti potete utilizzare questi suggerimenti:

  • mentre parlate concentratevi su come i fatti e le situazioni passate vi hanno fanno sentire, al fine di evitare che il partner tenti di portare la discussione sulla difensiva. Chiarite che la situazione che si è venuta a creare non è colpa loro, quantomeno evitate di farlo in virtù del fatto che additare responsabilità non porta nessun valore aggiunto alla discussione.
  • parlate anche di ciò che avete imparato dalla relazione e delle cose delle quali provate gratitudine.
  • siate onesti e sinceri in tutto quello che dite. Le persone che hanno passato del tempo con voi capiscono con più facilità quando non lo siete.

Non siate sbrigativi - il vostro partner diventerà emozionalmente instabile e c’è anche la possibilità che si agiti notevolmente. Passerà velocemente da uno stato emotivo ad un altro. Se necessario il vostro compito è di restare per cercare di normalizzare la situazione. Diventate l’osservatore della situazione restando calmi ma sempre allerta.

Non prendete tutto sul serio – quando le emozioni e le sensazioni fanno male, si può facilmente diventare irrazionali e dire cose che non si pensano del tutto o che non si pensano affatto. Non siate sorpresi se il vostro partner inizia a comportarsi in maniera infantile e dice cose insensate. E’ semplicemente scosso e cerca la vostra attenzione.

Volersi bene – è possibile volersi bene anche dopo la fine di una relazione sentimentale ed indipendentemente da essa.

Esprimete a pieno le emozioni – se sentite la necessità di piangere fatelo senza freni. Ciò permetterà al vostro caos emozionale di essere riversato all’esterno.

Rivedetevi – possono servire molti giorni perchè una novità importante possa essere metabolizzata completamente. Non aspettatevi di fare un incontro veloce e considerare conclusa la faccenda. E’ importante essere presenti nei momenti difficili che questa persona può affrontare successivamente alla separazione.

Alleviare il senso di colpa – essendo la persona che avete rotto la relazione potreste provare un senso di colpa per l’eventuale sofferenza causata al partner. Questo stato d’animo può compromettere il vostro equilibrio, cercate quindi di superarlo tramite la meditazione o con semplici esercizi di respirazione.

SE E’ IL VOSTRO PARTNER A LASCIARVI

Subire la rottura di una relazione può essere molto doloroso. Per alcune persone può apparire come la fine del mondo in quanto causa di momenti che sembrano impossibili da superare. In realtà il tempo è una cura infallibile. Nell’attesa del giorno che vi farà sentire indifferenti all’accaduto, leggere i consigli che seguono può aiutarvi a gestire la spiacevolissima situazione :

Parlate con gli amici – esternando pensieri e opinioni vi aiuterà a cambiare punto di vista ed a metabolizzare l’accaduto

Circondatevi di positività – state in mezzo ad amici e familiari. Circondatevi di persone felici ed ottimiste.

Amate voi stessi – passate tempo prendendovi cura di voi. Apprezzare e amare voi stessi accrescerà la vostra autostima e l’indipendenza necessaria a superare il brutto momento.

Piangere fa bene – esprimere il dolore permette di liberarsene. Non cercate di trattene eventuali crisi di pianto. Quando il dolore si fa sentire in nostro istinto è di evitarlo cercando di distrarsi. Il miglior modo di superare il dolore è invece di affrontarlo in pieno. Chiudendo gli occhi, sperimentate quella sensazione di dolore tagliente dentro di voi, immaginando di diventare un osservatore esterno. Imparate a separare la persona che osserva dalla persona che soffre, il passare del tempo penserà al resto.

Cosa avete imparato – cosa avete appreso da questa relazione ? concentratevi su quello che la storia appena terminata vi ha dato al fine di una vostra crescita interiore

Visualizzate la gratitudine - mettete le vostre mani sul cuore e chiudete gli occhi. Visualizzate tutte le cose, esperienze, persone per le quali siete riconoscenti. Se state visualizzando una persona immaginate che vi stia sorridendo con gioia e gentilezza. Sentitevi riconoscenti per le cose che date per scontate, per il vostro corpo, per le cose che amate del vostro lavoro, per le persone che vi vogliono bene. Ringraziate il vostro cuore, che lavora continuamente permettendovi di godere della vita. Sentitevi riconoscenti per avere un luogo sicuro dove dormire, per la disponibilità di acqua e di cibo, per i vostri vestiti. Ringraziate le persone che vi hanno ispirato e quelle che sono state gentili con voi.

Quali opportunità ? - concentratevi su come questa nuova situazione possa volgere a vostro favore. Forse ora avrete il tempo libero necessario per raggiungere obiettivi per voi importanti. Forse avete la possibilità di guadagnare l’indipendenza e la libertà che volevate.

Il tempo aiuta – dopo lo schock iniziale e dopo che vi siete chiariti definitivamente con il vostro ex, prendetevi del tempo per non pensarci più. E’ difficile avere chiarezza, nuove prospettive ed indipendenza se il nostro pensiero è costantemente disturbato dai ricordi. E’ raccomandabile prendersi qualche giorno se non settimana per distrarsi completamente : nessun incontro, nessun messaggio né telefonate. Il tempo vi guarirà completamente.

Carte e penna – sedetevi in silenzio e cercate di osservare i vostri pensieri e le vostre emozioni. Ogni volta che vi passa per la testa una nuova sensazione o considerazione scrivetela. Ciò vi permetterà di mettere in ordine le vostre idee e di conquistare, col tempo, chiarezza e pace interiore.

CONSULENZA

L’articolo e’ stato redatto avvalendosi della consulenza della Psicologa Dott.ssa Ernesta Zanotti

APPROFONDIMENTI e RISORSE ESTERNE

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Gli Effetti dello Stress Cronico


Cefalee, disordini alimentari, disturbi del sonno, gastriti, coliti, stanchezza eccessiva, irritabilità, difficoltà di concentrazione, perdita di capelli tra le donne; lo stress viene riconosciuto come causa di queste e molte altre problematiche.

La natura ha dotato i nostri antenati preistorici di uno strumento che li aiutasse ad affrontare le minacce: un sistema di rapida attivazione che focalizza l’attenzione, accelera il battito cardiaco, dilata i vasi sanguigni e prepara i muscoli alla fuga o al combattimento. L’essere umano moderno è invece soggetto in maniera continua a stress ma di natura differente: traffico, scadenze, pagamenti, problemi lavorativi, litigi coniugali, inquinamento acustico ed altre pressioni considerate ormai come parte integrante della società. Molti organi nel nostro corpo vengono perciò stimolati da un flusso considerevole e continuo di segnali di allarme, inviati al fine di alzare il livello di attenzione, che possono danneggiarli e compromettere lo stato generale di salute.

Cosa succede nel cervello e nel corpo quando siamo sotto stress ? Quali organi vengono attivati ? Quando i segnali di allarme necessari per alzare il livello di attenzione iniziano a causare problemi ? Solo di recente sono stati formulati modelli coerenti di come lo stress cronico danneggi la salute, tuttavia le soluzioni atte ridimensionare il problema esistono.

Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha identificato molte parti del cervello e del corpo che vengono attivate in risposta ad una situazione di stress. Queste regioni analizzano i segnali sensoriali ed emotivi e comunicano con una vasta rete di nervi, organi, vasi sanguigni e muscoli, riposizionando le energie corporee al fine di affrontare e gestire la situazione.

Quando uno scenario fonte di stress si presenta, una piccola area al centro del cervello chiamata ipotalamo si occupa di gestire la situazione. Esso contiene diversi gruppi di neuroni, adibiti allo svolgimento di differenti compiti. Questi regolano il sonno e l’appetito, per esempio, e la concentrazione di alcuni importanti ormoni nel flusso sanguigno. Il gruppo di neuroni più importante è il nucleo paraventricolare (PVN), il quale ha il compito di secernere l’ormone di liberazione della corticotropina (CRH, da Corticotropin-Releasing Hormone), ed anche chiamato corticoliberina, un neurotrasmettitore che ha il compito di avviare una reazione in risposta alla situazione stressante.

L’ormone CRH è stato scoperto nel 1981 da Wylie Vale al Salk Institute for Biological Studies di San Diego e da allora è stato analizzato approfonditamente. E’ certo che il CRH controlli la reazione allo stress in due modi.

In primo luogo raggiunge gli organi attivando un’allerta neuro-ormonale (denominata anche “braccio-lungo”) ovvero un percorso dall’ipotalamo verso la ghiandola pituitaria (o ipofisi) del cervello e verso le ghiandole surrenali. Questo percorso è anche conosciuto come l’asse ipotalamico pituitario adrenale. Quando l’ormone CRH raggiunge l’ipofisi la stimola a rilasciare nel flusso sanguigno l’ormone adrenocorticotropico (ACTH). La prima conseguenza del rilascio dell’ormone ACTH nel sangue è l’attivazione delle ghiandole surrenali al fine di produrre e rilasciare ormoni glucocorticoidi. Solitamente il livello di questi ormoni nel sangue segue un ritmo preciso durante il giorno: elevato nel primo mattino e basso a fine giornata. Uno dei compiti più importanti è incrementare il glucosio nel sangue al fine di fornire energia per muscoli e nervi. Altri compiti importanti sono la regolazione del metabolismo glucidico e del ciclo sonno-veglia. Poichè questi ormoni regolano queste importanti funzioni il loro livello deve essere calibrato in maniera precisa, ecco perchè l’ipotalamo ha anche la possibilità di ridurne rapidamente il livello nel sangue.

L’ormone CRH fa si che i suoi effetti si manifestino anche tramite un percorso meno complesso denominato “braccio corto”. Una piccola ma importante regione nel cervello denominata  locus coeruleus situata  nel tronco encefalico, la zona dell’encefalo in prossimità del midollo spinale, ha in questo frangente una funzione paragonabile a quella delle stazioni di ritrasmissione (i cosiddetti ripetitori di segnale). Collega infatti l’ipotalamo con il sistema nervoso autonomo, il quale controlla tutti i processi fisiologici che avvengono indipendentemente dalla nostra volontà quali per esempio la respirazione, la regolazione della pressione sanguigna, la digestione e via dicendo.

Il sistema che regola la risposta allo stress ci permette di affrontare una situazione con maggiore efficienza ma quando lo stress quotidiano aumenta considerevolmente la sua stessa funzionalità può diventare inutilmente intensa e continua.

Tuttavia l’attivazione dello stato di allerta da parte dell’ipotalamo dovrebbe essere un evento straordinario, non la normalità. Quando la situazione di emergenza viene a cessare, il sistema di gestione dello stress deve essere rapidamente disattivato per permettere agli organi interessati di recuperare le energie. Ma quando le circostanze esterne stimolano continuamente la produzione di ormone CRH il corpo reagisce in continuazione senza aver modo di rilassarsi.
Questa sollecitazione continua rende il corpo più vulnerabile. Gli organi riproduttivi per esempio divengono meno efficienti. E’ stato appurato come le persone esposte a grandi sforzi fisici per vari anni risultino essere meno fertili. Il livello di testosterone negli uomini diminuisce, mentre il ciclo mestruale nelle donne diventa irregolare o perfino cessare. L’anoressia e digiuni prolungati hanno simili effetti dannosi sulla fertilità. In entrambi i casi il livello di CRH nel cervello va ad incrementarsi. I soggetti anoressici hanno livelli elevati degli  ormoni dello stress nel sangue e nelle urine anche nelle tarde ore del giorno, quando nelle persone sane i valori per tali ormoni risultano essere inferiori. Inoltre, quando le loro ipofisi vengono stimolate in via artificiale con dell’ormone CRH, i soggetti anoressici secernono minori quantità degli ormoni che regolano il sistema di risposta allo stress; ciò dimostra che il loro asse ipotalamico pituitario adrenale è già in una situazione di iperattività.
L’eccesso di CRH dovuto a situazioni di stress cronico riduce inoltre la secrezione di ormone della crescita, cosi come la concentrazione nel sangue delle sostanze che regolano l’effetto dell’ormone della crescita sugli organi. I bambini in situazioni di disagio e stress cronico crescono più lentamente. Negli adulti lo sviluppo di muscoli ed ossa, e la corretta funzionalità del metabolismo dei grassi sono ostacolati.
Uno dei principali effetti fisiologici dello stress coinvolge stomaco ed intestino. Quando l’asse ipotalamico pituitario adrenale è troppo attivo e contemporaneamente i livelli dell’ormone CRH nel cervello sono troppo alti, i segnali lungo il nervo vago vengono bloccati. Questo nervo ha come scopo principale quello di stimolare la produzione dell’acido gastrico e regolare i movimenti compiuti dallo stomaco e dall’intestino durante la fase della digestione (invia inoltre impulsi al cuore ed a vari muscoli motori).Altri studi recenti hanno scoperto che anche le vittime di violenze e di abusi sessuali, ovvero persone che hanno subito forti traumi psicologici con conseguenze a medio-lungo termine, soffrono spesso di disturbi della digestione. In questi soggetti, per la maggioranza giovani donne, l’asse ipotalamico pituitario adrenale è generalmente in stato di iperattività. Se questa condizione persiste per lungo tempo il metabolismo dei carboidrati muta. Il grasso corporeo si ridistribuisce: i depositi di grasso sottocutaneo si spostano verso l’addome; le cellule possono smettere di assorbire glucosio in risposta all’insulina, una condizione che può condurre il soggetto al diabete.
Una iperattività dell’asse ipotalamico pituitario adrenale può anche causare sintomi simili a quelli riscontrabili nelle malattie mentali. Infatti ricerche farmacologiche recenti hanno svelato elevati livelli di CRH hanno un ruolo importante nei casi di disordini mentali. Le persone depresse o predisposte ad attacchi di panico hanno generalmente livelli elevati di tale ormone nel sangue e nel liquido cerebrospinale.

Lo stress cronico fa male alla salute quindi, tuttavia lo stress non è tutto uguale. Una minima quantità di stress, chiamata anche stress positivo, è addirittura auspicabile in quanto ci tiene mentalmente e fisicamente pronti ed efficienti.
Ma allora quando la salute a rischio ?  Non esiste purtroppo una risposta valida per tutti. Non è facilmente quantificabile il livello di rumore sul posto di lavoro o il numero relazioni sentimentali naufragate che il nostro sistema di gestione dello stress può gestire senza alcuna conseguenza. Ciò che è certo è che prolungate condizioni di stress (definibili stress cronico) possono compromettere i nostri organi e la nostra salute.

CONSULENZA

L’articolo e’ stato redatto avvalendosi della consulenza della Psicologa Dott.ssa Ernesta Zanotti

APPROFONDIMENTI e RISORSE ESTERNE

Scala dei Valori Stressanti (messa a punto dal Prof. T.H. Holmes e R.H. Rahe dell’Università di Washington nel 1967

PUNTI – EVENTI STRESSANTI

100 – Morte del Coniuge
73 – Divorzio
65 – Separazione fra Coniugi
63 – Carcerazione
63 – Morte di un familiare stretto
53 – Malattia o ferita
50 – Matrimonio
47 – Licenziamento
45 – Riconciliazione coniugale
45 – Pensionamento
44 – Malattia di un familiare
40 – Gravidanza
39 – Difficoltà sessuali
39 – Acquisizione di un nuovo membro della famiglia
39 – Riassesto negli affari
38 – Mutamento delle condizioni finanziarie
37 – Morte di un amico stretto
36 – Cambiamento di lavoro
35 – Aumento di conflittualità con coniuge
31 – Accensione di mutuo dall’importo considerevole
30 – Preclusione di mutuo o di un prestito
29 – Mutamento di responsabilità sul lavoro
29 – Abbandono della casa di un figlio
29 – Disaccordo con i parenti
28 – Rilevante successo personale
26 – Moglie inizia o cessa un lavoro
26 – Inizio o fine percorso scolastico
25 – Cambiamenti nelle condizioni di vita
24 – Correzioni delle prime abitudini di vita
23 – Fastidi con un superiore
20 – Mutamenti di orario e condizioni di lavoro

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Il Fenomeno Baader-Meinhof


Potreste aver sentito parlare del fenomeno Baader-Meinhof di recente. Se non fosse così potrebbe accadervi di sentirlo nominare presto. Di cosa si tratta ? E’ un fenomeno per il quale poco dopo aver appreso un’informazione particolarmente insolita ed inusuale oppure aver sentito una parola od un nome poco familiare, capita di iniziare ad incontrare tale termine nuovamente, spesso in maniera ricorrente ed in un breve lasso di tempo. Ogni volta che avete pensato “Che strano, ho giusto sentito parlare di questa cosa pochi giorni fa”, state sperimentando il fenomeno Baader-Meinhof.

Moltissime persone hanno vissuto il fenomeno più spesso di altre. Nonostante la Scienza affermi che un mondo complesso come il nostro crei i presupposti per coincidenze frequenti, la ricorrenza e la precisione con la quale tale fenomeno si presenta rendono questa spiegazione troppo semplicistica.

Si tenga invece in considerazione che il cervello umano è altamente specializzato nel riconoscere gli schemi ed i modelli (detti anche pattern) ricorrenti, una caratteristica che è molto utile ai fini dell’apprendimento ma che è anche la causa per la quale diamo troppa importanza ad eventi che in realtà non sono particolarmente degni di nota.

Considerando il numero di parole, nomi e concetti ai quali ogni persona è esposta ogni giorno, non è per nulla sorprendente che saltuariamente si incontrino di nuovo le stesse informazioni in un breve arco di tempo. Quando una sequenza di informazioni identiche ha luogo, il cervello promuove tali ricordi dando loro maggiore importanza. Ciò che fatichiamo a notare sono invece le centinaia se non migliaia di informazioni che non sono ripetute, in quanto non vanno a formare schemi che il cervello riconosce come importanti. Questa tendenza ad ignorare ciò che non è interessante è un esempio di attenzione selettiva.

Tuttavia si consideri che le coincidenze stesse sono frutto di un processo mentale e che gli esseri umani tendono a sottostimare le probabilità che due eventi si ripetano. Ciò fa si che quando udiamo un termine nuovo per la seconda volta reagiamo come se ci trovassimo di fronte a qualcosa di più di una semplice coincidenza. Questo avviene perché il fenomeno Baader-Meinhof è amplificato dall’effetto recency ossia la naturale tendenza della memoria ad essere più sensibile agli eventi accaduti o narrati di recente.
A volte questo fenomeno è confuso con il principio della sincronicità, il quale si manifesta in modo simile ma è basato su teorie più complesse.

L’origine del nome di questo fenomeno non è certa. Tuttavia il fatto che abbia la stessa denominazione della sanguinaria organizzazione terroristica tedesca RAF (detta anche Banda Baader-Meinhof) non è casuale. Il St. Paul Pioneer Press, importante giornale del Minnesota, pubblicò per primo un articolo che mise in evidenza il fenomeno, utilizzando come esempio proprio il termine “Baader-Meinhof”.

APPROFONDIMENTI e RISORSE ESTERNE
http://www.csicop.org/si/9809/coincidence.html

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